Nuovo processo per Don Dino, sacerdote arrestato per pedofilia

Don Dino arrestato per abusi sessuali

Don Dino, il sacerdote arrestato per adescamento e prostituzione minorile sarà di nuovo processato. Aveva un archivio di circa 1680 files con foto di minorenni durante atti sessuali 

Rinviato a giudizio Placido Greco, detto “Don Dino“, il sacerdote era stato già arrestato nel 2015 con l’accusa di prostituzione minorile, era stato condannato a 13 anni di carcere e sospeso “a divinis” dalla chiesa. Ora subirà un nuovo processo per abusi sessuali su minori. dalle indagini che portarono alla condanna di Don Dino era emerso che il prete era solito adescare ragazzini minorenni e fotografarli nudi durante i festini che organizzava a casa sua, catalogando poi le foto in un archivio, inoltre li costringeva ad atti sessuali pagandoli poi con un compenso di circa venti euro.

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Don Dino, il prete ossessionato dal sesso con minorenni

Don Dino arrestato per abusi sessuali
Don Dino arrestato per abusi sessuali (foto dal web)

La storia di Don Dino è una delle tante coinvolte nell’inchiesta tra chiesa e pedofilia e dai racconti dei suoi accusatori, tra i quali anche un suo ex chierichetto, sono stati rivelati dettagli che fanno rabbrividire. Dopo il suo arresto del 2015, Il sacerdote aveva dichiarato al suo primo processo che i ragazzini andavano spontaneamente da lui proprio per farsi fotografare nudi, come una sorta di “provino” che Don Dino effettuava a casa sua e che premiava i migliori con una paghetta da 10 o 20 euro. L’uomo adescava i giovani alla stazione Termini a Roma e prometteva loro book fotografici professionali per farli entrare nel mondo del cinema porno. Si era difeso inoltre dalle accuse di sfruttamento della prostituzione minorile dicendo che si recava spesso in stazione per cercare bisognosi ai quali fare beneficienza, nonostante fosse stato già ripreso dalle telecamere dei bagni mentre faceva sesso con un 17enne. La scioccante dichiarazione dell’ex sacerdote era arrivata quando aveva candidamente affermato di aver fatto del bene ai ragazzi che portava in casa sua: “li aiutavo perchè molti preferivano fare le marchette a casa, li toglievo dalla strada“. Senza nascondere la sua ossessione per il sesso, aveva ammesso di essere molto attratto dai giovani e riguardo alle foto che la procura aveva trovato a casa sua, circa 1680 scatti con protagonisti giovanissimi ripresi durante atti sessuali o fotografati nudi, aveva detto: “Catalogo le foto di nudi di ragazzi perché sono un tipo molto ordinato e pure perché la carne è debole e provo piacere a rivederle“. Come se non ci fosse nulla di male nelle sue azioni, ma forse quello che è stato uno dei particolari più disturbanti della vicenda era che ogni ragazzino nell’album fotografico veniva catalogato con scritte che riguardavano le migliori prestazioni e tutte le sue vittime venivano inoltre “battezzate” in archivio con nomi di personaggi biblici e profeti.
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