Viviana e Gioele investiti da furgone sequestrato in ritardo

Viviana e Gioele furgone

“Sbagliano tutti i giorni dal 3 Agosto, è una vergogna”, la rabbia di Daniele Mondello per il mancato sequestro del furgone

Continuano gli accertamenti sulla Opel Corsa sulla quale il 3 Agosto scorso viaggiavano Viviana Parisi e Gioele Mondello, ritrovata a pochi metri dal bosco in cui mamma e figlio sono morti. Secondo Carmelo Costa e Giuseppe Monfreda, i consulenti delle famiglie della donna e del bambino, il furgone coinvolto nell’incidente avrebbe investito la Opel e invaso la corsia di sorpasso. Dunque il mezzo non sarebbe stato fermo, come in un primo tempo si era pensato. Daniele Mondello, marito di Viviana, lamenta il ritardo nel sequestro del furgone, avvenuto solo il 10 Settembre. Il veicolo nel frattempo ha subito delle riparazioni che comprometterebbero, secondo il legale di Mondello Pietro Venuti, i futuri accertamenti. Da più di un mese si cerca di capire se Gioele sia morto per mano della madre o a causa delle ferite provocate dall’incidente, come sostiene la famiglia. Ma ricostruire le circostanze della morte del piccolo è difficile perché il suo cadavere è stato fatto a pezzi dagli animali.

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Nuova autopsia sui resti di Gioele ma sul parabrezza della Opel nessuna impronta del bambino

Viviana e Gioele furgone
Il bosco dove sono morti Viviana e Gioele (foto dal web

Alcuni resti ossei ritrovati il 3 Settembre sono stati solo da pochi giorni attribuiti a Gioele e si spera che, sottoposti alla perizia del medico legale, possano chiarire la dinamica della morte. In ogni caso è stato accertato che il seggiolino dell’auto su cui viaggiava il bambino era sganciato. L’avvocato Nicodemo Gentile, legale del padre di Viviana Luigino Parisi, spiega che la polizia a esaminato con il luminol il parabrezza dell’auto senza trovare impronte digitali, plantari, palmari né di sudore o sebo del bambino. Sono tuttavia presenti altri tipi di impronte che andranno esaminate. Le analisi sono state affidate al biologo forense del Ris Carabinieri di Messina Salvatore Spitaleri. A Massimo Picozzi, criminologo e psichiatra, spetta il compito di esaminare certificati e cartelle cliniche di Viviana, nonché i messaggi, le foto e i video del suo cellulare e del suo tablet, al fine di redigere un’autopsia psicologica della donna. Capire in che stato psicologico fosse la donna nel periodo precedente alla morte potrebbe rivelarsi fondamentale per le indagini. Secondo il procuratore di Patti Angelo Cavallo tutte le ipotesi sono ancora aperte. 

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