Responsabile della protezione civile: “Forno crematorio per i migranti”

Migranti

Il responsabile della protezione civile di Grado (provincia di Gorizia), tal Giuliano Felluga, ha pubblicato su Facebook un post assurdo sui migranti in un italiano improbabile: “Non preoccupatevi, stiamo organizzando gli squadroni della morte e nel giro di due giorni riportiamo la normalità. Quattro taniche di benzina e si accende il forno crematorio, così non rompono più”. Riportiamo il post in italiano corretto mentre quello originale è possibile vederlo sotto nella foto postata dal giornalista Andrea Scanzi sul proprio profilo Facebook:

Post Facebook Giuliano Felluga
Post Facebook Giuliano Felluga (foto Facebook Andrea Scanzi)

Il post è stato scritto da questo “signore” in riferimento alla rivolta di lunedì scorso dei richiedenti asilo che si trovavano nell’ex caserma Cavarzerani a Udine. Il Felluga in questione, dopo poco, ha tenuto a precisare: “Chiedo scusa per quello che ho scritto: chi mi conosce sa che non la penso così e che è stato uno sfogo”. Ma sfogo o non sfogo la protezione civile ha sospeso il responsabile e ha diffuso un comunicato: “Il Dipartimento Nazionale della protezione civile, la protezione civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il comune di Grado stigmatizzano le parole diffuse sui social dal coordinatore dei volontari comunali. La protezione civile è una funzione a cui concorrono tutte le amministrazioni, dal piccolo comune fino alla presidenza del Consiglio dei ministri e tutte si riconoscono nella missione di tutelare la vita”.
Di simile bassezza umana o meglio di mancanza totale di umanità sono stati i commenti sotto all’articolo pubblicato da Tgcom24, di cui riportiamo uno screenshot. C’è da chiedersi: se questi sono i nostri concittadini, che come tutti i cittadini maggiorenni in questo Paese (civile?) hanno diritto di voto e ovviamente libertà di parola vomitando qualsiasi oscenità appena gli si presenta l’occasione, quale fine faremo?
Persone (o bestie? Senza offendere nessun animale) in grado di odiare così profondamente l’altro da loro, il diverso. Il migrante o anche l’omosessuale o transessuale o persona dalla pelle anche di una leggera gradazione differente da quella del bianco, affermando chissà quale supremazia come ai tempi della razza ariana. I nostri padri che hanno lottato contro i fascisti, i nazisti. Coloro che hanno fatto la resistenza. I sopravvissuti ai campi di sterminio. O tutti quelli che ogni giorno cercano di lottare contro uno stigma che qualcuno gli ha cucito addosso. Coloro che pur essendo nell’avanzato 2020 dopo Cristo ancora vanno in giro a dire “il problema sono gli immigrati”, “io non sono razzista ma…”, “io  non sono omofobo ma…”, “ho tanti amici gay…”. O come certi trogloditi che ancora hanno il coraggio di dire o peggio di pensare “La donna deve solo stare a casa a fare i servizi e badare ai figli” e magari sono gli stessi che poi si macchiano di femminicidi e poi si tolgono la vita.
Quanto ancora il mondo e il progresso dovranno andare avanti per lasciare indietro molti, moltissimi che non sono degni nemmeno di respirare la stessa aria delle tante donne vittime di abusi e violenze, o dei tanti bambini in mano ai loro orchi, o degli omosessuali o transessuali picchiati, derisi, abusati, umiliati o della persona con la pelle di un colore diverso a cui viene augurato di morire in un forno crematorio. Forse sul pianeta Terra sarebbero dovuti rimanere i dinosauri, magari a quest’ora il mondo sarebbe stato un posto migliore.
Commenti Tgcom24 (screenshot tgcom24)
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