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Tassa sui pacchi, scatta la stangata: le nuove istruzioni per pagare i 2 euro senza scappatoie

La misura, definita dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli tramite la circolare n. 1/2026 del 7 gennaio, riguarda tutti i pacchi con valore
La tassa sui pacchi: caratteristiche e ambito di applicazione (www.futuranews.net)

Con l’entrata in vigore della Legge di bilancio 2026, l’Italia ha introdotto una tassa fissa di 2 euro sulle spedizioni di basso valore.

La misura, definita dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli tramite la circolare n. 1/2026 del 7 gennaio, riguarda tutti i pacchi con valore dichiarato fino a 150 euro, stabilendo un contributo amministrativo da corrispondere al momento dell’importazione definitiva.

La nuova tassa sui pacchi è stata concepita come una somma fissa, indipendente dal tipo di merce o dalla categoria merceologica. Indipendentemente che si tratti di abbigliamento, dispositivi elettronici o altri prodotti di uso quotidiano, il criterio determinante per l’applicazione è esclusivamente la provenienza geografica e il valore della spedizione. La tassa si applica infatti solo alle spedizioni provenienti da Paesi extra UE con valore dichiarato fino a 150 euro.

L’obiettivo di questa misura è duplice: da un lato semplificare le procedure di riscossione e controllo da parte degli uffici doganali, dall’altro colmare un vuoto normativo che fino a oggi ha consentito un’ingente mole di piccoli pacchi di entrare nel territorio italiano senza alcun contributo amministrativo. La natura generalizzata del contributo evita complicazioni legate alla valutazione o classificazione del contenuto.

Secondo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’applicazione della tassa ha preso ufficialmente avvio il 1° gennaio 2026, con l’introduzione di una fase transitoria che durerà fino al 28 febbraio per consentire agli operatori economici e ai corrieri di adeguare i propri sistemi informatici.

Periodo transitorio e modalità di pagamento della tassa

Durante i primi due mesi del 2026, il versamento della tassa non avverrà in tempo reale con ogni singola importazione, ma i contributi dovuti saranno contabilizzati e versati in modo differito attraverso una dichiarazione riepilogativa unica da presentare entro il 15 marzo 2026, secondo il modello indicato dalla circolare n. 37/2025. Tale modalità riguarda sia le dichiarazioni doganali semplificate sia quelle ordinarie, garantendo flessibilità e tempi adeguati agli operatori.

Questa fase transitoria è stata pensata anche nel rispetto dello Statuto del contribuente, che impone procedure semplificate e tempi consoni quando si introducono nuovi oneri tecnici o organizzativi. Parallelamente, l’ADM, guidata dal direttore generale Roberto Alesse, nominato nel 2023, sta aggiornando i propri sistemi per gestire efficacemente la nuova misura.

Dal 1° marzo 2026 entrerà in vigore il sistema definitivo di applicazione della tassa sui pacchi. Le modalità di pagamento varieranno in base

Dal 1° marzo 2026: le regole definitive per il pagamento(www.futuranews.net)

Dal 1° marzo 2026 entrerà in vigore il sistema definitivo di applicazione della tassa sui pacchi. Le modalità di pagamento varieranno in base al tipo di dichiarazione doganale:

  • Per le importazioni con dichiarazione ordinaria (codice H1), il contributo sarà versato direttamente all’interno della dichiarazione doganale mediante uno specifico codice tributo (159).
  • Per le importazioni con procedura semplificata (codice H7), resterà in vigore il meccanismo di contabilizzazione periodica, salvo futuri aggiornamenti.

Questa distinzione risponde alla necessità di garantire coerenza con i diversi flussi logistici e di assicurare continuità operativa nel settore dell’e-commerce. La tassa sui pacchi rappresenta ora uno strumento strutturale, destinato a influenzare stabilmente le importazioni di piccolo valore da Paesi extra UE.

Il ruolo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e aggiornamenti legislativi

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), ente pubblico con competenze in materia doganale, accise e monopoli, è da sempre in prima linea nelle attività di regolamentazione e controllo del commercio internazionale. Con un bilancio consolidato e una rete territoriale estesa, l’ADM garantisce l’applicazione del Codice doganale dell’Unione europea e la riscossione delle imposte correlate.

Il direttore generale Roberto Alesse, in carica dal 2023, ha sottolineato l’importanza della candidatura di Roma come sede dell’Autorità doganale europea, un riconoscimento strategico per la posizione e le competenze italiane nel settore. Contestualmente, ADM intensifica le attività di contrasto alla contraffazione e alle frodi doganali, come dimostrano i recenti maxi sequestri di sostanze stupefacenti e farmaci illegali.

La Legge di bilancio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025, ha introdotto numerose disposizioni fiscali e amministrative, tra cui la tassa sui pacchi. Parallelamente, nel quadro normativo italiano, si proseguono gli aggiornamenti riguardanti il regime fiscale per attività commerciali digitali, con un’attenzione crescente agli accertamenti fiscali per e-commerce e dropshipping, a tutela della corretta tassazione e della legalità nel commercio online.

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