“Stranger Things mania”: le ragioni di un indiscutibile successo

Stranger Things con la 4a stagione (vol 2) è svettata in cima alla classifica Netflix totalizzando 1,15 miliardi di ore di visualizzazioni e guadagnandosi la seconda posizione delle serie tv più viste
Stranger Things Mania

Sono passati solo una manciata di giorni dall’uscita dell’attesissimo vol.2 della 4a stagione della serie tv Stranger Things, eppure la Stanger Things mania non accenna a diminuire, tutt’altro: da quando i fratelli Matt e Ross Duffer, produttori della serie targata Netflix, hanno fatto sapere che la prossima stagione (ahinoi, conclusiva!) si farà attendere per oltre due anni, i fan sono scoppiati in delirio tra la ricerca spasmodica di spoiler sui profili dei loro beniamini e attacchi di pura creatività che hanno dato origine a veri e propri meme indimenticabili!

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Stranger Things: le ragioni del successo

Stranger Things Mania
Mike, Dustin, Will e Lucas nella celebre locandina della serie Netflix (Credits: @strangerthingstv)

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Stranger Things vol.2 è stata, secondo la classifica Netflix, la seconda serie più vista a partire dal 4 luglio, totalizzando 1,15 miliardi di ore di visualizzazioni, secondo Multiplayer (superata solo da Virgin River con 1,79 miliardi). Ma che cosa ha davvero determinato il successo della serie prodotta e diretta dai fratelli Duffer? In questo articolo, tracciamo quelli che – a giudizio di chi scrive – possono ritenersi gli elementi chiave per l’inspiegabile seguito.

  • Il thriller sovrannaturale. Un perfetto mix di atmosfere tra il thriller/horror ed il fantascientifico, unito a un buon budget da investire in effetti cinematografici può segnare le sorti di una serie tv per molto tempo. Il sovrannaturale affascina, intriga, ma soprattutto permette di dar sfogo alla creatività dei produttori e dei direttori artistici che possono giocare su effetti speciali degni di un film di Peter Jackson.

 

  • L’ambientazione anni ’80. Forse prima ancora che il giovane e coraggiosissimo gruppo di super amici nerd, sono gli anni Ottanta ad essere il protagonista indiscusso della serie. Dungeons & Dragons, The Ghost Busters,  i juke box, le luci stroboscopiche, le piste di pattinaggio, i mega centri commerciali, il luna park, i dischi di vinile, le maglie a quadrettoni: i Duffer non mirano a creare semplicemente un’ambientazione ma giocano sul sentimento di nostalgia dei fan, più e meno “datati”.

 

  • Le colonne sonore.  Il caso più eclatante è certamente rappresentato da Running Up That Hill (1985) di Kate Bush nell’iconica scena in cui Max tenta di fuggire dal Sottosopra e che ha superato (ad oggi) le 104 milioni visualizzazioni. E non si può certo tralasciare quella che a tutti gli effetti è stata definita come la scena più iconica della stagione: Eddie Munson che guadagna tempo per i suoi amici nel Sottosopra suonando Master of Puppets (1981) dei Metallica. Non c’è però da sorprendersi, in quanto la prima stagione di Stranger Things aveva riportato in auge la band The Clash con la hit Should I Stay or Should I Go?  (1981).Ci sembra però doveroso ricordare altri pezzi che con la serie Netflix sono (ri)diventati cult, pezzi da Novanta (o sarebbe più corretto precisare, in tal caso, pezzi da… Ottanta!):  Separate Ways (Worlds Apart) (1983) – Journey; Neverending Story – Limahl (1984); You Spin Me Round – Dead or Alive (1985); California Dreamin’ – The Beach Boys (1986).

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  • Le trame parallele. Una serie tv è resa avvincente non da una, da più trame (storylines) che si allargano e si restringono a guisa di fisarmonica e Stranger Things ci riesce gestendo i fili di ciascuna di queste trame, seguendo le vicende dei diversi personaggi permettendo di scoprirne, di volta in volta, nuovi lati e dando a ciascuno il giusto “peso”.

 

  • Personaggi “reali”. I protagonisti delle avventure di Hawkings per quanto catapultati in una dimensione e in vicende decisamente soprannaturali portano sullo schermo personaggi nei quali ciascuno può identificarsi con vissuti, storie e sentimenti abbastanza “comuni”. Nell’arco delle stagioni ne vediamo la crescita che influenza i rapporti stessi tra i diversi protagonisti: gli amori, le amicizie, i ritorni, le delusioni. Ma, soprattutto, Stranger Things porta sullo schermo il tema della disabilità, diventando l’espediente per diffondere la conoscenza riguardo patologie poco conosciute come la disostosi cleidocranica, di cui ne è stato testimonial lo stesso Gaten Matarazzo che interpreta il simpatico Dustin Henderson e che, come il suo alter ego cinematografico, ne è affetto.

 

Stranger Things ha, quindi, tutti gli ingredienti per una serie di successo, dalla fotografia alla trama, fino alla realizzazione di personaggi ben costruiti. Le colonne sonore contribuiscono a rendere iconiche determinate scene che accrescono così il sentimento di hype nei fan e che fan presto a diventare memorabili.

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Stranger Things Mania: spazio alla creatività!

Ma al di là dell’apprezzamento che si può avere per un prodotto sicuramente ben riuscito, la “Stranger Things Mania” ha generato veri e propri meme, che sono diventati immediatamente fenomeni virali sul web.  Presentiamo alcuni tra quelli – a nostro giudizio – più divertenti e iconici!

 

 

Stranger Things Mania
Meme “Finding Will” (Foto da Pinterest.com)

 

 

 

Stranger Things mania
Meme Steve Harrington’s hairstyle (Foto da Banorama.com)

 

 

 

 

 

 

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