Un anno dalla scomparsa del poeta musicale, il maestro Franco Battiato

Scrivere di Franco Battiato non è una impresa semplice, possiamo ricordarlo come filantropo creativo e assaporarne le vibrazioni sonore ereditate per sempre
Franco Battiato un anno dalla scomparsa

Un anno esatto vissuto, trascorso, passato senza il grande talento di Franco Battiato. Il 18 maggio del 2021 ci lascia uno dei più grandi musicisti pop italiani del nostro secolo e dell’attuale panorama musicale partenopeo.

Rai 1 omaggia l’artista proponendo in prima serata il documentario ideato dal regista Angelo Bozzolini, intitolato “Il coraggio di essere Franco” con la partecipazione della voce narrante di Alessandro Preziosi e molteplici testimonianze che interpretano l’arte del maestro, da Vittorio Sgarbi per la pittura, a Morgan e Alice per la musica, da Sonia Bergamasco e Willem Dafoe per il cinema.

Chi è Franco Battiato? Un’anima mistica, visionaria, nobile, un cantautore-filosofo mai snob, capace di spaziare dall’elettronica radicale a quella classica, dal synth alla world music e al rock, creando una carriera che non ha eguali nella nostra storia culturale.

Franco Battiato si basa su poche costanti generali: la ricerca colta e la sperimentazione del tutto personale, negli ultimi tre decenni ha pubblicato un  numero di album divaganti nei più disparati campi, dal progressive rock all’avanguardia, dalla sacra all’elettronica, passando  per un inedito tipo di composizione, eterea formulata in divagazioni intellettuali e tendenze commerciali.

Franco Battiato: “Supererò le correnti gravitazionali lo spazio e la luce per non farti invecchiare”

La Cura
La Cura (Foto da Instagram @valerialucia132)

“La Cura” rappresenta l’essenza finale del viaggio interpretativo di Franco Battiato, una canzone che non parla di amore nella comune accezione del termine, cioè di dedica e innamoramento tra due persone, ma di un concetto trascendentale, metafisico e quasi surreale.

Pubblicata nel 1996 all’interno dell’album “L’imboscata” e scritta con Manlio Sgalambro, “La Cura” può essere interpretata come un dialogo a senso unico in cui è l’anima a a parlare all’essere umano; infatti Franco Battiato afferma “per chi sa di essere solo il riflesso di qualcosa di superiore ed il risultato di un progetto cosmico da portare a termine”.

Un lavoro che solo un uomo illuminato è in grado di svolgere che coniuga la sua parte spirituale e lo conduce verso la guarigione totale. La strada porta all’unione con il corpo astrale e “La Cura” attraversa e supera la stessa morte.

“Siamo all’interno di un corpo di cui accettiamo tutte le schiavitù possibili…la guarigione dovrebbe essere la ricongiunzione definitiva con il Divino”, così Franco Battiato ci lascia meravigliati di nuovo, diventando lui stesso un essere unico e totale con l’intero universo.

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