Economia

Spid delle Poste, come continuare a non pagarlo: tutte le esenzioni

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Spid Poste Italiane: le esenzioni - Foto: TG Poste - futuranews.net

Il servizio Spid di Poste Italiane, uno dei più utilizzati dagli utenti, ha introdotto il pagamento ma non per tutti: chi è esente dai costi. 

A partire dal primo gennaio 2026, il servizio di identità digitale SPID offerto da Poste Italiane è diventato a pagamento per la maggior parte degli utenti, con un costo annuo di 6 euro. Tuttavia, alcune categorie specifiche sono state esentate da questo pagamento, mantenendo così gratuito l’accesso a questo strumento fondamentale per interagire con la Pubblica Amministrazione e altri servizi online.

Nonostante l’introduzione della tariffa, Poste Italiane ha previsto una serie di esenzioni che permettono a determinate categorie di cittadini di continuare a utilizzare gratuitamente lo SPID. A poter usufruire di questa possibilità sono, in particolare: gli over 75 anni, i cittadini italiani residenti all’estero, i minorenni e i titolari di SPID professionale.

Quest’ultimo, lo SPID professionale, rappresenta una versione avanzata dell’identità digitale, tipicamente utilizzata da professionisti, imprese e collaboratori per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione riservati a tali categorie. Si tratta di uno SPID di tipo 3, che garantisce un livello superiore di sicurezza rispetto allo SPID di tipo 2, il più comune tra gli utenti privati.

La decisione di far pagare il servizio deriva da ragioni economiche. Dal 2023 al 2025 il Governo ha sospeso i finanziamenti pubblici destinati ai provider SPID, costringendo le aziende a sostenere i costi senza copertura economica. Nel 2026, con lo sblocco di 40 milioni di euro su 50 richiesti, Poste Italiane ha comunque scelto di introdurre un canone annuale per garantire la sostenibilità del servizio.

Tariffe SPID tra provider e alternative gratuite

Poste Italiane non è l’unico provider ad aver introdotto un costo per lo SPID. Anche altri operatori hanno adottato tariffe simili. Aruba e Infocert applicano una tariffa di 5,98 euro all’anno, mentre Register.it chiede 9,90 euro per l’attivazione.

Cie spid

Le alternative gratuite per lo Spid – futuranews.net

In alternativa, esiste il provider Namirial che offre uno SPID gratuito limitato all’accesso ai servizi aziendali, ma per utilizzare i servizi della Pubblica Amministrazione è comunque necessario sottoscrivere la versione completa, anch’essa a pagamento (9,90 euro).

Tra i provider che mantengono il servizio completamente gratuito si annoverano: Etna ID, ID InfoCamere, Intesi Group, Lepida ID, SPID Italia, Sielte ID, TeamSystem ID e TIM ID. Questi operatori rappresentano quindi un’opzione valida per chi desidera evitare costi, anche se la diffusione e la notorietà di Poste Italiane rendono quest’ultimo un punto di riferimento per molti utenti.

Oltre alle varie opzioni di SPID, la carta d’identità elettronica (CIE) si conferma come una soluzione gratuita e valida per l’accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione. Rilasciata dai Comuni al momento del rinnovo o della sostituzione della carta tradizionale, la CIE consente l’accesso ai servizi online tramite un PIN personale.

Un fattore che potrebbe incrementare la diffusione della carta d’identità elettronica è la recente normativa che, dal 4 agosto 2026, ha reso invalide le vecchie carte d’identità cartacee per i viaggi all’estero, compresi quelli all’interno dell’Unione Europea. Coloro che non possiedono un passaporto dovranno quindi necessariamente dotarsi della CIE per poter viaggiare, il che potrebbe aumentare sensibilmente il ricorso a questo strumento anche per scopi legati all’identità digitale.

Negli ultimi anni, la CIE ha guadagnato terreno come alternativa valida e gratuita allo SPID, confermandosi come un elemento chiave nell’ambito della digitalizzazione dei servizi pubblici italiani. La sua diffusione è destinata a crescere ulteriormente nei prossimi mesi, anche grazie alle restrizioni sui documenti di viaggio tradizionali.

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