Salvini sull’arresto dei commercialisti leghisti: “Mi fido di loro”

Salvini e arresti commercialisti

Salvini, leader della Lega sulla vicenda dell’arresto di tre commercialisti legati al suo Partito ha dichiarato che si “risolverà tutto in nulla” ma per il momento i tre restano agli arresti domiciliari

I tre commercialisti coinvolti nel caso dell’immobile venduto alla Film Commission di Regione Lombardia sono: Alberto Di Rubba (commercialista revisore contabile della Lega in Senato), Andrea Manzoni (commercialista revisore contabile della Lega alla Camera) e Michele Scillieri (nel 2017 nel suo studio era domiciliata la ‘Lega per Salvini Premier’). Secondo Matteo Salvini il caso scoppierà come una bolla di sapone e che tutto si risolverà presto. “Conosco due di quelle persone e mi fido, sono persone corrette. Io credo che si risolverà in nulla” e ha espresso fiducia nella magistratura. La Lega, sempre secondo Salvini, non subirà nessun colpo giudiziario, infatti: “Siamo tranquillissimi, da anni cercano soldi in Svizzera, Lussemburgo, Liechtenstein e non trovano mai nulla”.

 

Matteo Salvini raduno della Lega

Salvini sull’arresto: “Conosco due di quelle persone e mi fido”

I quattro arrestati sono coinvolti nell’inchiesta sull’acquisto di un capannone a Cormano (situato nell’hinterland del capoluogo lombardo) per trasformarlo nella sede di Lombardia Film Commission. Secondo l’inchiesta questo particolare acquisto sarebbe stato promosso da Alberto Di Rubbia (fino al 2018 era a capo della Lombardia Film Commission) su indicazione della stessa Lega. A quel punto aveva ideato un appalto su misura per l’immobile in questione che era di proprietà della società Andromeda Srl, amministrata guarda caso da Barbarossa, cognato di Michele Scillieri.

Il costo dell’operazione: 800 mila euro pagata con fondi pubblici della Regione Lombardia. Soldi finiti poi in maggioranza nei conti dei tre indagati: 420 mila euro a Di Rubbia e Manzoni; 143 mila a Scillieri attraverso la società del cognato. E pensare che la società Andromeda Srl aveva acquistato quello stesso capannone a ‘soli’ 400 mila euro. Una plusvalenza considerata dai magistrati troppo alta. I tre commercialisti della Lega sono stati accusati di turbata libertà nella scelta del contraente, peculato mentre per Luca Sostegni (prestanome di Scillieri, arrestato poi a luglio) è stato riscontrata anche l’estorsione. Comunque Matteo Salvini, leader della Lega si sente (ancora) tranquillo.

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