Tragedie silenziose: cinque storie di persone uccise da robot

Un braccio meccanico (Foto da Pixabay)
1. Joshua Brown è diventato tristemente famoso come la prima persona a morire in un incidente che coinvolge un veicolo a guida autonoma.
Il 7 maggio 2016, guidando la sua Tesla Model S a Williston, in Florida, l’auto non è riuscita a distinguere tra un trattore-rimorchio a 18 ruote e il cielo luminoso. La Tesla è passata sotto il rimorchio del trattore e ha causato danni mortali all’auto, finendo per schiantarsi attraverso due recinti e un palo.
Tesla ha cercato di difendersi, sottolineando che questo è stato il primo incidente del Modello S in 130 milioni di miglia, una cifra inferiore alla media del settore di 94 milioni di miglia.
2. Nel 1979, Robert Williams lavorava in una fabbrica Ford a Flat Rock, Michigan, quando un robot doveva recuperare alcuni calchi da uno scaffale, ma forniva informazioni sbagliate sul numero di calchi rimasti, costringendo Williams a salire per verificarli.
La tragica ironia è che il robot avrebbe dovuto emettere suoni di avvertimento quando si trovava in prossimità di un essere umano, ma non l’ha fatto.
Una giuria ha stabilito che la morte di Williams è stata causata da misure di sicurezza lassiste e la sua famiglia ha ricevuto un risarcimento di 10 milioni di dollari.
3. Il 7 luglio 2016, Micah Johnson è stato coinvolto in un evento tragico a Dallas, in Texas. Johnson ha sparato e ucciso cinque agenti di polizia durante una protesta pacifica contro le sparatorie di neri negli Stati Uniti. Ha ferito altri nove agenti e due civili.
Dopo l’assalto iniziale, Johnson si è rifugiato all’El Centro College, dove ha assassinato un altro ufficiale prima di cercarne altri. Durante un impasse di cinque ore, ha minacciato di far esplodere delle bombe.
Di fronte a questa situazione, la polizia ha deciso di usare un robot con esplosivo C-4 per sventare l’offensiva di Johnson. Il robot però ha provocato un’esplosione che ha ucciso sia Johnson che il robot stesso.
L’incidente è stato un evento senza precedenti nei dipartimenti di polizia statunitensi, dato che il robot era stato inizialmente progettato per disinnescare bombe, e non certo per condurre operazioni offensive.
4. Nel luglio 1981, Kenji Urada è diventato la prima persona giapponese a essere uccisa da un robot.

Robot industriale (Foto da Pixabay)
L’incidente è avvenuto presso la Kawazaki Heavy Industries ad Akashi, in Giappone, dove Urada lavorava. Stava cercando di riparare un robot che doveva essere separato dagli altri e circondato da una rete metallica per evitare incidenti.
Questa rete doveva rimanere chiusa quando qualcuno entrava nel suo perimetro, ma Urada saltò oltre la rete per iniziare a lavorare. Il suo corpo venne accidentalmente riconosciuto come parte della macchina, portando a una tragica fine.
5. Nel marzo 2017, Wanda Holbrook, 55 anni, è stata vittima di un incidente terribile nello stabilimento di Ventra Ionia Mains nel Michigan, dove lavorava come specialista di manutenzione.
La fabbrica produceva parti per automobili ed era divisa in sezioni, con robot che teoricamente non avrebbero dovuto attraversare le sezioni.
Purtroppo un robot ha attraversato la sezione in cui stava lavorando Wanda, ha sollevato una parte di rimorchio e l’ha lasciata cadere sulla testa di Wanda, uccidendola istantaneamente.
Oltre alle sfide legate alla sicurezza, emerge una questione etica fondamentale: l’uso di armi autonome.

Un drone (Foto da Pixabay)
Il caso dei droni dotati di intelligenza artificiale che potrebbero attaccare obiettivi umani senza il controllo diretto degli esseri umani è motivo di profonda preoccupazione.
Il rapporto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite rileva che questi droni autonomi sono stati progettati per attaccare obiettivi senza la necessità di una comunicazione diretta con un operatore umano. Questo solleva importanti domande sull’etica e sul controllo dell’uso della tecnologia militare autonoma.
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Persone e robot: un’interdipendenza problematica

Stretta di mano uomo-macchina (Foto da Pixabay)
L’interazione tra robot e esseri umani è diventata una realtà sempre più presente nella nostra società. Questa relazione, tuttavia, non è priva di sfide e ha portato a incidenti tragici che mettono in luce la necessità di comprendere appieno le dinamiche tra macchine e persone.
Spesso, gli esperti hanno scoperto che la causa principale degli incidenti che coinvolgono robot non risiede nella macchina stessa, bensì nell’errore umano. La difficoltà nella comprensione delle procedure operative dei robot può portare a interazioni errate, con conseguenze catastrofiche.
La storia di un bambino a cui è stato rotto il dito da un robot giocatore di scacchi ne è un esempio emblematico. Il piccolo non ha rispettato il suo turno di gioco, causando l’incidente.
È essenziale mantenere un equilibrio tra l’innovazione tecnologica e la sicurezza umana. La tecnologia avanza a un ritmo frenetico, ma è fondamentale assicurarsi che gli standard di sicurezza siano adeguati a tali sviluppi.
Tuttavia, nonostante le tragedie occasionali, è importante non generalizzare. Va ricordato che la stragrande maggioranza dei robot e sistemi di intelligenza artificiale sono progettati per migliorare la vita umana.
Settori come la medicina, la chirurgia, l’aerospazio, l’automazione industriale e la sicurezza stradale hanno tratto enormi benefici dalla tecnologia robotica, riducendo il rischio di incidenti e migliorando la qualità della vita.
L’interazione tra esseri umani e macchine è una sfida complessa, che richiede una costante vigilanza e un impegno a migliorare le norme e le tecnologie.
Il progresso tecnologico è inevitabile, ma la nostra capacità di regolare e utilizzare tali tecnologie in modo responsabile è cruciale per garantire la sicurezza umana e l’equità.
La sicurezza dovrebbe essere al centro di ogni discussione sulla robotica e sull’automazione, in modo da evitare tragedie.
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L’incidente in Corea del Sud e il potenziale uso di armi autonome rimarcano l’urgenza e l’importanza di un dialogo globale sulla regolamentazione e sull’uso responsabile della tecnologia, un dialogo che richiede la partecipazione di esperti, governi, aziende e la società nel suo complesso.
Solo in questo modo si può garantire un futuro più sicuro per tutti.