Rientro a scuola in sicurezza: regole per lavoratori e alunni “fragili”

Rientro a scuola protocollo Ministero

Riapertura scuole, gli ultimi preparativi, le linee guida da seguire e i chiarimenti sui protocolli che riguardano le categorie fragili

Domani, 14 settembre riprenderanno le lezioni scolastiche in molte regioni, ma ancora ci sono moltissimi dubbi da chiarire in merito ai protocolli di sicurezza da adottare, soprattutto per quanto riguarda le cosiddette “condizioni fragili” di alunni e personale. Ecco cosa prevede il protocollo dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato per garantire la salute e la sicurezza di tutti.  Le indicazioni di base sono ormai note, cioè la nomina del referente Covid di istituto che deciderà la procedura corretta in caso di infezioni valutando caso per caso. Ci sono poi le norme sulla misurazione della temperatura che dovrà essere controllata prima dell’uscita di casa degli studenti, inoltre in una nota recente dell’11 settembre si è dedicato uno speciale protocollo per quanto riguarda i lavoratori e gli alunnifragili“, cioè quei soggetti che a causa di patologie pregresse o precarie condizioni di salute sono esposti maggiormente ai rischi da infezione Covid.

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Lavoratori e alunni “fragili” cosa prevede il protocollo

Scuola, categorie "fragili"
Scuola, categorie “fragili” (foto shutterstock)

Per quanto riguarda gli alunni, si legge nella nota ministeriale che sarà il medico di base o il pediatra a valutare l’eventuale fragilità in base alle condizioni di salute dei bambini. In specifiche situazioni riconosciute la famiglia dovrà presentare comunicazione scritta all’istituto per certificarne l’attestazione medica. In ogni caso tutti gli studenti avranno diritto ed obbligo di proseguire le lezioni in modalità a distanza.

La questione sui lavoratori, in particolar modo sui docenti invece è stata più controversa, in quanto inizialmente le richieste di essere inseriti nella categoria “fragile” riguardavano più del 20% del personale, su questo è stata resa necessaria una circolare dal Ministero che esclude l’età come caratteristica per essere definiti a rischio, infatti come viene specificato sull’età anagrafica: “tale parametro da solo, anche sulla base delle evidenze scientifiche, non costituisce elemento sufficiente per definire uno stato di fragilità. La maggiore fragilità nelle fasce di età più elevate della popolazione va intesa congiuntamente alla presenza di comorbilità che possono integrare una condizione di maggior rischio”

Infatti si chiariscono anche quali sono le particolari condizioni di salute che si rendono necessarie per rientrare nella categorialavoratori fragili“, bisogna che il medico curante attesti che si è affetti da una patologia per la quale una successiva eventuale infezione da Covid potrebbe portare ad un “esito più grave o infausto”.

Il protocollo inoltre prevede che una volta identificato un soggetto fragile, la differenziazione del trattamento in base alle specifiche caratteristiche sarà valutata dalle strutture mediche competenti aziendali. In particolare per quanto riguarda la scuola, i docenti che dovessero risultare totalmente inabili a svolgere le lezioni in aula potranno adottare la didattica a distanza, a meno che non  siano posti in malattia con un apposito certificato. Per quanto riguarda il personale che non può svolgere la propria mansione a distanza come ad esempio bidelli e cuochi sono previste differenziazioni di mansione, spostamenti in altri ruoli o l’adozione di particolare misure di protezione che saranno sempre valutati dalla dirigenza di istituto.

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