L’elaborazione dell’ISEE avviene di norma entro 10 giorni lavorativi dalla presentazione della DSU. Tutti i dettagli da conoscere.
Con l’avvio della stagione per la presentazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) 2026, è fondamentale conoscere gli errori più comuni che possono compromettere l’accesso a numerosi bonus e agevolazioni sociali.
L’ISEE rimane uno strumento cardine nel sistema di welfare italiano, necessario per ottenere agevolazioni come il bonus sociale, l’assegno unico, le agevolazioni per mense scolastiche, università, servizi socio-sanitari e altre prestazioni assistenziali.
Tuttavia, la complessità della compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) porta spesso a errori che incidono negativamente sull’ottenimento delle prestazioni.
Gli errori più comuni nella composizione del nucleo familiare
Uno degli aspetti più delicati riguarda la corretta definizione del nucleo familiare. Spesso si confonde lo stato di famiglia anagrafico con il nucleo ISEE, che segue regole precise: ad esempio, i coniugi fanno parte dello stesso nucleo anche se hanno residenze diverse, a meno che non siano legalmente separati o divorziati. Anche i figli fiscalmente a carico devono essere inclusi, talvolta anche se non conviventi.

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Un errore frequente è considerare autonomi studenti universitari che in realtà non hanno i requisiti per formare un nucleo a sé stante, con conseguente distorsione del calcolo dell’ISEE. La corretta inclusione di tutti i componenti è fondamentale per evitare un indicatore errato che può precludere l’accesso a prestazioni importanti.
La dichiarazione dei rapporti finanziari: saldi, giacenze e patrimonio mobiliare
Molti contribuenti dimenticano di dichiarare conti correnti, libretti postali, carte prepagate con IBAN, conti esteri o rapporti finanziari chiusi durante l’anno, incorrendo in omissioni sanzionabili. La legge impone di indicare tutti i rapporti intestati a ciascun componente del nucleo, specificando sia il saldo al 31 dicembre che la giacenza media annua.
Un altro errore frequente è la confusione tra saldo e giacenza media: entrambe le voci devono essere riportate, poiché l’omissione o la compilazione errata possono alterare significativamente il valore finale dell’ISEE. Va ricordato che esiste una franchigia di 50.000 euro per titoli di stato e libretti postali, ma ogni altro patrimonio mobiliare deve essere dichiarato con precisione.
Redditi e patrimoni: attenzione agli anni di riferimento e alle proprietà immobiliari
L’ISEE ordinario si basa sui redditi e patrimoni relativi a due anni precedenti alla presentazione della DSU. Questo dettaglio spesso genera confusione soprattutto per chi compila autonomamente la dichiarazione, spingendo a inserire dati più recenti che falsano il calcolo e rischiano di precludere l’accesso alle agevolazioni.
Oltre ai redditi, va prestata particolare attenzione al patrimonio immobiliare: oltre all’abitazione principale, devono essere dichiarati immobili secondari, terreni, quote ereditarie e immobili detenuti all’estero. Anche quote minoritarie o beni apparentemente inutilizzati incidono sull’ISEE e non devono essere trascurati.
Inoltre, è importante segnalare redditi minori o non continuativi, come borse di studio, assegni di mantenimento, redditi da lavoro occasionale o rendite estere, che molti contribuenti tendono a omettere, pur essendo rilevanti ai fini della corretta definizione della situazione economica.
L’utilizzo dell’ISEE corrente e altre raccomandazioni
In presenza di eventi significativi – come perdita del lavoro, riduzione sostanziale del reddito o interruzione di trattamenti assistenziali – è consigliabile richiedere l’ISEE corrente, che aggiorna la situazione economica evitando di utilizzare dati ormai obsoleti e non rappresentativi della reale condizione del nucleo familiare.
Non bisogna dimenticare di indicare anche il parco veicoli (auto, moto, ecc.) posseduti alla data di presentazione della DSU, un elemento spesso trascurato ma che influisce sul calcolo.
Infine, nonostante la disponibilità dell’ISEE precompilato dall’INPS, la verifica puntuale di ogni dato resta imprescindibile. Il sistema automatico può non essere completo o aggiornato e un errore può compromettere la validità della dichiarazione e l’accesso ai bonus.








