Lo studio che spiega il motivo che si cela dietro tanta stanchezza condivisa, cosa c’entra il cervello e cosa si può fare per sentirsi meglio
A chi non capita di sentirsi stanchi già dal mattino, quando ci si sveglia e bisognerebbe essere nel pieno della forza? Ebbene un recente ed accurato studio ha dimostrato qual è il ruolo del cervello in questa percezione di stanchezza “perenne”.
La ricerca effettuata da un team di esperti dell’università di Verona per il programma MNESYS sulle neuroscienze, ha evidenziato come questa stanchezza possa dipendere da una sorta di “cortocircuito” che si genera nel cervello.
Cosa c’entra il cervello con la sensazione di stanchezza? Lo spiega uno studio
Mirta Fiorito e Angela Marotta, del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università di Verona hanno dimostrato come la stanchezza invincibile, quella che ti pervade e che ti fa sentire “a pezzi” già delle prime ore del mattino, potrebbe essere causata da un cortocircuito che si crea nel cervello, che non valuterebbe in modo realistico lo sforzo che si deve compiere.

Perché la stanchezza dipende dal cervello, cosa sapere – Futuranews.net
Le due dottoresse hanno spiegato come spesso la fatica possa essere utile a proteggere le persone dallo stress, ma diventa un problema quando diventa “pervasiva”, in questo caso potrebbe dipendere da un “errore di valutazione” del cervello, che percepisce un movimento in modo più pesante di quanto in realtà sia.
“La fatica patologica sembra derivare dal ripetersi di queste previsioni errate associate al movimento”, ha spiegato la dottoressa Marotta. Valutando le azioni in modo più faticoso del dovuto, spesso si ha la sensazione di essere terribilmente stanchi e non essere in grado di portare a termine qualcosa. Lo studio è stato condotto su pazienti affetti da Parkinson, ma il legame potrebbe essere il medesimo.
Il team di esperti, in questo senso, ha spiegato come questa scoperta sia in grado di fornire elementi utili per per risolvere questo problema e ridurre così la sensazione di affaticamento. Pratiche come lo yoga o il pilates, che aiutano ad avere una maggiore consapevolezza del proprio corpo sono assolutamente consigliate. Così come, secondo i ricercatori, bisogna fare attenzione alla qualità del sonno oltre che alla sua quantità, ci sono infatti altri fattori che incidono sul livello di stanchezza, dormire male è uno di questi. Si aggiunge poi una corretta e sana alimentazione, oltre che una giusta attività fisica, calibrata chiaramente a seconda della persona.








