Perché il distanziamento sociale e le mascherine fermano l’influenza ma non il Covid

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In Italia, come in tutto il mondo, attraverso un sistema di monitoraggio dell’influenza, si nota come il distanziamento sociale e le mascherine siano armi molto più efficaci contro l’influenza stagionale piuttosto che contro il Covid

Nell’ultimo report segnalato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è decisamente evidente come l’incidenza di sindromi simi influenzali sia al di sotto della soglia di base. In particolare, dai 3904 campioni clinici analizzati dall’inizio della sorveglianza nessuno è risultato positivo al virus influenzale, mentre dagli stessi campioni 718 sono risultati positivi al Sars-Cov-2.

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Il Covid è solo un’influenza più pesante?

 

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Da ormai un anno sentiamo dire da negazionisti e complottisti che la pandemia da Covid-19 non è altro che una semplice influenza leggermente più forte. Tuttavia però dagli ultimi dati emanati dall’OMS possiamo notare due elementi fondamentali. Innanzitutto non si è verificata la temutissima sovrapposizione di Covid-19 e influenza stagionale. Inoltre le ormai famosissime norme anti-contagio (distanziamento sociale e mascherina) siano efficaci contro il virus influenzale ma non contro il virus Sars-Cov-2. Ciò mette maggiormente in evidenza come questo tipo di virus sia molto più contagioso rispetto al virus dell’influenza. Ad aumentare la sua contagiosità anche le ormai sempre più numerose varianti.

Sicuramente contro la diffusione del virus influenzale gioca un ruolo fondamentale l’efficacia del vaccino, che viene fatto annualmente alle fasce deboli della popolazione. Occorre però tener conto delle norme anti-contagio che stanno contrastando efficacemente la trasmissione virale. Negli Stati Uniti, ad esempio, la percentuale di visite ambulatoriali per patologie influenzali è dell’1,6%, decisamente inferiore alla media delle passate stagioni che raggiungeva quasi il 3% (2,6%).

Contemporaneamente però le autorità governative hanno riportato una distribuzione record di vaccini antinfluenzali, con un tasso di copertura aumentato oltre il 10% rispetto alla stagione precedente (dal 42% del 2019 al 53% del 2020). Questi numeri non dimostrano altro che le sole misure di prevenzione non bastano per bloccare la trasmissione virale, ma è fondamentale essere armati del maggior numero di vaccini per far abbassare il numero di infezioni da Sars-Cov-2.

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Articolo a cura di Danilo Antignani 

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