Maradona ha vinto ancora una volta: anche post mortem

Maradona ha vinto

La Cassazione ha posto fine a una vicenda che si trascinava da 32 anni con un duro braccio di ferro fra il campione e il fisco italiano. Diego avrebbe avuto diritto al condono del quale ha beneficiato il Calcio Napoli

Maradona venne in Italia nel 1985 inconsapevole che lo attendevano parecchi anni di persecuzione fiscale per sfilargli orecchini ed orologi. Diego fu accusato di essere un evasore per 40 milioni di euro. Il campione argentino, però, avrebbe avuto diritto al condono concesso alla Società Sportiva Calcio Napoli di Ferlaino. Così come era stato consentito ai suoi ex compagni di squadra Careca ed Alemao.

Diego è morto lo scorso 25 novembre, e non sono mancati i soliti insulti dei suoi tanti avversari. Lo hanno chiamato drogato, ladro, ubriacone, evasore e tanto altro. Questa sanzione da parte della Cassazione non è altro che l’ennesima vittoria di Maradona verso tutti quelli che l’hanno sempre provato a distruggere.

Maradona si è sempre dichiarato innocente. Molti amici si offrirono per pagargli il debito. Il campione argentino ha però sempre rifiutato sostenendo apertamente la sua innocenza.

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Maradona: l’inizio dell’indagine e i successevi sequestri

Diego Armando Maradona
Maradona mentre tifa per il Napoli (foto Instagram)

Tutto ebbe inizio nel 1989, quando due sindacalisti della Cgil presentarono in Procura un esposto contro lo stipendio miliardario di Maradona, a loro detta «un insulto ai lavoratori», chiedendo una verifica fiscale. Verifica che diventerà un’indagine penale sui compensi che il Napoli pagò a Diego, Careca e Alemao per gli sfruttamenti dei diritti d’immagine attraverso società estere. Il 18 settembre 2009 la guardia di finanza sequestrò, a Diego, un paio di orecchini di diamanti dal fisco. I gioielli, del valore di 4mila euro, gli erano stati pignorati per “risanare” il suo debito plurimilionario con l’Agenzia delle Entrate. I finanzieri provarono a recuperare già precedentemente denaro da Maradona. Infatti nel 2006 riuscirono a sequestrargli due Rolex d’oro dal valore complessivo di 11mila euro. Successivamente alcuni amici del Pibe de Oro acquistarono gli orologi all’asta.

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