Intervista esclusiva a Layz: la nuova generazione del rap italiano

Layz si denuda di tutti i segreti e gli scheletri nell’armadio grazie alla stesura dei suoi testi, un percorso nel quale vengono citati vari aneddoti vissuti in prima persona, momenti di difficoltà presenti nella propria vita, tutti da ascoltare con attenzione
Layz intervista esclusiva rap italiano

Lazzaro Zani, in arte Layz, nasce nel 1993 a Cesena. Da giovanissimo la passione per la musica italiana e in particolare per il rap italiano generano in lui un profondo interesse per l’importanza delle parole, il loro posizionamento all’interno di un testo musicale e l’attitudine attraverso il quale vengono esposte, conducendolo così in questo mondo artistico. 

Quando nasce la tua passione per la musica e per la stesura dei testi?

“La mia passione per la musica nasce dall’amore per i testi, sono collegate le due cose, quando ero piccolo mio padre collezionava vinili e la domenica ascoltavamo i nostri cantautori preferiti come Lucio Dalla, Modugno e Renato Zero e da lì, pur non capendo quello che volevano dire è scattata la miccia dei testi e crescendo con il rap mi piace pensare che avessi già dentro questa dote. Infatti quando ascolto una canzone io noto prima la stesura delle parole”.

Layz, da dove trovi l’ispirazione per i tuoi pezzi?

“Il mio primo album l’ho fatto da solista, prima avevo un altro progetto in collaborazione con diversi ragazzi, mentre questa mia ideazione di 14 tracce trova l’ispirazione nei miei primi 27 anni di vita, dove cerco di essere sempre coerente con quello che ho vissuto, traendo poi altre fonti di ispirazioni dalla lettura e dalla cultura cinematografica”.

Layz intervista esclusiva rap italiano
Layz

Quale dei tre singoli usciti nel 2020 “Nel profondo”, “Portami su” e “Caro Prezzo” ti rappresenta di più?

“Questi tre brani parlano di situazioni diverse che ho vissuto, sicuramente “Caro Prezzo” descrive il mio momento più difficile che ho trascorso con le droghe, “Nel profondo” è molto rap, fatto di  metrica, citazioni e metafore, mentre “Portami su” è quasi pop melodica. Quella che mi rappresenta di più è “Caro Prezzo”, perché tratta di una cosa che mi riguarda da vicino, le altre sono più generiche”.

Nel tuo album “Lazzaro” uscito nel 2021 collabori con Cheryverde, KD-One e Dj Fastcut, con chi hai avuto più simbiosi artistica?

“Sicuramente con KD-ONE, perché era il periodo della totale pandemia, con Cheryverde sono andato a Milano solo un paio di volte, con KD-ONE invece, essendo io di Cesena e lui di Rimini, dopo averlo contattato nel 2020, non ho mai smesso di andare nel suo studio, si è creato così non solo un rapporto di lavoro ma di vera amicizia mentre con gli altri ho collaborato solo distanza”.

A Gennaio 2022 lanci il tuo nuovo pezzo “Mille sbagli” è un brano autobiografico?

“Si lo è, di ‘Mille sbagli’ mi piace pensare, pur non facendo parte dell’album ‘Lazzaro’ che sia la chiusura perfetta di quel cerchio, tiro le somme in questo brano, chiedo scusa agli altri e per quello che ho fatto a me stesso”.

Il pezzo lanciato a Marzo 2022 “Dentro di me” ti è stato ispirato da “Nightmare before Christmas”?

“Si è all’interno di una serie di brani che usciranno più avanti ispirati a vari film, ‘Dentro me’ è ispirato totalmente al sentimento del protagonista Jack, un sentimento in cui ci si sente stretti nel posto dove si è cresciuti e vissuto pur parlando di qualcosa che comunque mi riguarda.

“Che finale”, il nuovo singolo di Layz

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Copertina di Che finale di Layz

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Il brano lanciato a Maggio 2022 “Che finale” nasce a livello musicale e testuale solo dal libro e dal film “Io non ho paura”?

“No, in questo caso l’ispirazione proviene da entrambi, io avevo una base diversa da quella che facevo normalmente con un ritmo martellante e una melodia estiva e fresca ma non sapevo cosa scrivere. Ho passato due giorni ad ascoltare solo la base e una sera, rivedendo il film ho trovato una citazione di Shakespeare che ho usato nel ritornello e così è partito il  tutto. Il tema è ispirato al film, la canzone non al cento per cento, infatti nel video cerco di riportare le ambientazioni, i colori e il vestiario della stessa pellicola”.

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Layz, preferisci comporre ed elaborare personalmente ogni singola traccia?

“Sì e no, per la scrittura mi chiudo nel mio mondo solitario e comincio a creare, porto dei provini in studio da KD-ONE e ci lavoriamo insieme ma mi piace molto fare la partenza da solo per metterci del mio, anche se in questi ultimi anni ho riscoperto il piacere di collaborare in team per la fase finale della composizione”.

Gli arrangiamenti delle tue creazioni le curi tu stesso?

“No, gli arrangiamenti li faccio in studio con KD-ONE, perché credo che ognuno debba fare quello per cui è portato, io provo a scrivere e so farlo, sono dell’idea che se facessi altro non otterrei il risultato finale che ho in mente. Nella fase di produzione sono presente anche io con l’idea e di come immagino il testo e poi la produzione della base la faccio fare a chi è più competente di me”.

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Possiamo chiederti alcune anticipazioni dei tuoi prossimi pezzi?

“Allora come dicevo prima ‘Che finale’ e ‘Dentro me’ fanno parte di questo pacchetto di 6 tracce che usciranno in autunno, ispirate a film differenti: è un progetto che mi serve da ponte tra il primo album ‘Lazzaro’ e quello su cui sto lavorando. Sul nuovo mi serviva una cosa che non mi portasse via troppe forze ed energie e che fosse più appetibile all’ascolto per non renderlo troppo pesante perché voglio realizzare un nuovo disco sempre molto denso”.

Il video di “Che finale” di Layz

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