Il giallo di Viviana Parisi: la verità della procura

Viviana Parisi e Gioele

L’indagine della scientifica conferma: omicidio-suicidio premeditato. Viviana Parisi ha probabilmente strangolato suo figlio poi è salita sul traliccio per suicidarsi

Per la procura di Patti, che sta seguendo le indagini sulla morte di Viviana Parisi e di suo figlio Gioele, non ci sono più molti dubbi, si è trattato di omicidio-suicidio. A conferma della tesi, oltre ai risultati dell’autopsia, lo studio delle dinamiche negli spostamenti e l’approfondimento di molti dettagli nella ricostruzione delle ore precedenti l’incidente e la morte del piccolo Gioele, comprese le condizioni psichiche della donna, tutti particolari che farebbero credere ragionevolmente che Viviana Parisi avrebbe prima ucciso suo figlio, probabilmente strangolandolo e successivamente si sarebbe gettata dal traliccio per uccidersi.

Un gesto premeditato dunque, come quello accaduto lo scorso Giugno, quando Viviana ingerì 8 pillole di antidepressivo, aveva già tentato il suicidio, il marito Daniele Mondello insiste nel dire che quell’episodio fu “un errore” ma la donna era fragile, depressa e e i suoi problemi mentali erano un pericolo nei momenti di delirio, mentre diventavano un peso che la tormentava nei momenti di lucidità. Viviana Parisi teneva nel cruscotto della sua auto i certificati medici del reparto di psichiatria, sapeva di essere malata, sapeva che stava combattendo contro un nemico invisibile, e ne era terrorizzata.

Quella mattina dell’8 agosto aveva detto al marito che sarebbe andata al centro commerciale per acquistare un paio di scarpe, portando il figlio di 4 anni con sé, ma aveva lasciato volutamente il suo telefono a casa, da questa base la procura ha ricostruito le dinamiche degli ultimi momenti di vita di Viviana e Gioele: dal biglietto al casello non pagato, al rifornimento di benzina per poi tornare in autostrada, tutti dettagli che fanno credere che la donna aveva probabilmente organizzato una fuga lontana per trovare un posto sicuro dove farla finita.

Forse l’intenzione di Viviana era proprio quella di recarsi alla Piramide della luce, e suicidarsi in quel posto mistico dove si sconfigge il “il buio”, ma l’incidente imprevisto in galleria ha ostacolato il suo piano ed è scappata col figlio in braccio come raccontano i testimoni, “come se fuggisse da un nemico che la stava inseguendo”.

Secondo le ricostruzioni della scientifica, la corsa di Viviana nei boschi non sarebbe stata una fuga per cercare di salvarsi da animali selvatici, ma piuttosto un modo per concludere in fretta il suicidio premeditato. La Dj avrebbe infatti ucciso il bambino in fretta , poi si è arrampicata sul traliccio, non per avvistare il figlio che stava scappando nel bosco, ma per usarlo come “trampolino” e buttarsi nel vuoto uccidendosi, a confermare quest’ultimo particolare la perizia conclusa che ha studiato l’impatto dalla posizione del cadavere in terra, non compatibile con una caduta accidentale. Il corpo di Gioele, è stato poi presumibilmente trascinato via dagli animali dopo la morte, ma su questo bisognerà attendere il risultato completo dell’autopsia domani.

Viviana Parisi soffriva di crisi mistiche ed era angosciata dalle manie di persecuzione, dai timori che i suoi disagi psichici le avrebbero fatto perdere il suo bambino, e forse proprio per proteggere il piccolo Gioele dai suoi stessi incubi ne aveva premeditato la morte.

Il marito e la famiglia non credono alla tesi dell’omicidio e continuano ad insistere sul fatto che Viviana si stesse curando e che stava migliorando, negando in tutti i modi la probabilità che la donna avrebbe mai potuto fare del male al piccolo Gioele, ma resta comunque un mistero il fatto che una donna con gravi disturbi psicotici accertati sia stata lasciata libera di agire da sola portando il figlio con sé quel giorno.

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