Crotone. Cesareo negato: bimbo nato morto in ospedale

Aperto un fascicolo per omicidio colposo dal sostituto procuratore Pasquale Festa. I genitori del bimbo nato morto a Crotone chiedono verità e giustizia
Crotone. Cesareo negato: bimbo nato morto in ospedale

CROTONE. Il 27 luglio il piccolo Romano avrebbe dovuto vedere la luce. Ma il suo cuore ha smesso di battere troppo presto. Ancora una volta la sanità calabrese al centro delle polemiche.

Il 24 luglio mamma Rosa, alla 41esima settimana di gestazione, si reca all’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone per il ricovero programmato. Due giorni dopo, la donna va in travaglio, ma il bimbo non vuole lasciare il grembo materno. Le dolorose contrazioni si protraggono per ore. Rosa, stremata, chiede più volte di partorire con taglio cesareo, ma i medici si ostinano a voler indurre l’espulsione, riuscendo a tirar fuori con la forza solo la testa.

Il bimbo dichiarato morto senza spiegazione all’ospedale di Crotone

La situazione precipita. Rosa viene portata d’urgenza nel blocco operatorio. Stando alle parole del marito Silvano, medici ed infermieri nel trasferire la partoriente sarebbero passati attraverso un corridoio non sanificato e avrebbero preso un ascensore ad uso pubblico, con la testa del bambino esposta.

Poco dopo il bambino viene dichiarato morto, senza uno straccio di spiegazione. Qualche riposta si avrà – forse – dopo l’autopsia, disposta dalla magistratura, a seguito della denuncia degli avvocati Ierardi e Saporito, legali dei familiari. 14 gli indagati, tra medici ed infermieri del nosocomio calabrese, per omicidio colposo. Gli esiti non prima di novanta giorni dall’esame autoptico, tenutosi il 2 agosto.

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Nonostante il via della riforma sanitaria avviata un anno fa con cui la Calabria sarebbe assurta a modello all’avanguardia ricorrendo alla testunicizzazione della salute e dell’assistenza sociale, coerentemente con il processo di territorializzazione previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, confermato nel maggio 2022 dal decreto 77 del Ministero della Salute, la sanità calabrese continua a vivere la sua cronica crisi, specie nelle aree interne, dove è tuttora molto difficile ricevere cure adeguate, in particolare nei casi di emergenza.

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