Covid: tamponi rapidi nelle scuole, ma solo in alcune regioni

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Nelle scuole verranno effettuati tamponi rapidi per riconoscere, in tempi brevi, i casi positivi. Per ora la decisone di effettuare questi test rapidi riguarda soltanto due regioni, Lazio e Veneto.

Con l’avvicinarsi della riapertura delle scuole sono molte le misure pensate per fronteggiare l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, una di queste riguarda la possibilità di effettuare tamponi rapidi nelle aule scolastiche, per accertare eventuali casi positivi. Dopo che il Cts, Comitato tecnico scientifico, ha delineato le regole previste per indossare la mascherina in classe, stabilendo che, pur se obbligatorio il suo utilizzo, si può non indossare la mscherina quando si è seduti al banco, le scuole si preparano ad iniziare l’anno scolastico con l’individuazione di un referente covid per ogni istituto e con la misura dei tamponi rapidi. Per il momento, però, soltanto le regioni Lazio e Veneto hanno previsto la possibilità di effettuare i test rapidi. È, questa, una misura che è stata definita “il metodo Fiumicino”, essendo stata adottata negli ultimi giorni all’aeroporto di Fiumicino e che pare funzionare molto bene, se non altro perchè garantisce una risposta sulla positività o negatività al Covid in pochissimo tempo.

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Tamponi rapidi nelle scuole: come funzionano

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Scuola (foto dal web)

I tamponi rapidi sono molto utili per ottenere uno screening di massa e una risposta alla positività al Covid in soli 30 minuti. Nel caso di dovesse presentare un caso positivo in classe, l’Uscar , l’“Unità mobile con medici e infermieri a bordo”, si recherà presso l’istituto scolastico interessato ed effettuerà i tamponi rapidi che consistono nella ricerca di proteine del virus, attraverso un prelievo della saliva o tramite i bastoncini nel naso o nella gola. Questo tipo di tampone ha, però, un’attendibilità dell’85 %, a differenza del tampone classico che fornisce un risultato attendibile al 100%. Il test rapido ha comunque il grande vantaggio di non dover attendere 2 giorni per conoscere se in classe ci sono casi positivi, così comportando la quarantena immediata dello studente o dell’insegnante positivo e permettendo agli altri componenti della classe, risultati negativi, di poter tornare a scuola entro due giorni dalla sanificazione predisposta dalla scuola.

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