Covid: gli studi sul vaccino e sulla molecola che inibisce il virus

Vaccino Covid

Il ministro della salute Roberto Speranza si mostra fiducioso rispetto agli investimenti fatti sul vaccino; la cooperazione europea dovrebbe al più presto portare dei risultati. Nel frattempo, il Cnr pubblica degli studi su una molecola in grado di inibire il virus

Roberto Speranza si dichiara assai soddisfatto del lavoro che l’Italia sta svolgendo in direzione del vaccino – e, in particolare, della collaborazione con Germania,Olanda e Francia. L’alleanza per combattere il Covid-19 si propone in realtà di implementare le conoscenze sui vaccini in ambito europeo, con l’obbiettivo primario di abbattere l’emergenza sanitaria.
Siamo convinti che tutti i tentativi che sta facendo il mondo scientifico possano, in un tempo che ci auguriamo sia il più breve possibile, portare dei risultati“, afferma il ministro stamani a Scala (Salerno).
Nella sperimentazione, inoltre, l’Italia riveste un ruolo di assoluta protagonista: il vaccino Pomezia-Oxford, infatti, verrà confezionato ad Anagni.

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Covid: spunta una molecola in grado di inibire il virus

Molecola quercetina
Molecola quercetina (foto dal web)

Potremo avere le prime dosi già entro la fine dell’anno e poi ancora all’inizio dell’anno successivo“. Le parole di Speranza si rivelano assai fiduciose nei confronti delle ricerche scientifiche; nonostante il vaccino di Oxford, al momento, rappresenti solamente un “possibile candidato”, secondo il ministro, è questa la corretta direzione verso cui muoversi: sarà il vaccino, infatti, a consentire il debellamento dell’emergenza Covid.

Nel frattempo, l’Istituto di nanotecnologia del Cnr sarebbe pervenuto ad una scoperta eccezionale: un’ulteriore arma che, assieme al vaccino, contrasterebbe la diffusione virale. Lo studio, a tal riguardo, avrebbe dimostrato che la quercetina funge da inibitore per il virus, dato il suo effetto destabilizzante nei confronti della 3CLpro, una delle proteine fondamentali per la replicazione del virus.
Le ricerche sono state pubblicate sull’International journal of biological macromolecules, e dimostrano le infinite possibilità entro le quali la scienza potrebbe muoversi.
Almeno, finché non si arriverà al vaccino.

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