Caso Parisi, nuovi sviluppi: impronte di Gioele sul parabrezza

Caso Parisi, Gioele, parabrezza

Gli esami condotti dalla scientifica riportano importanti sviluppi sul Caso Parisi. Sono presenti tracce riconducibili a Gioele sul parabrezza dell’auto di Viviana

È proprio sul parabrezza dell’auto che la scientifica ha trovato delle impronte, probabilmente di Gioele. Potrebbe essere la prova che conferma l’impatto del piccolo a causa dell’incidente. Non sono state rinvenute tracce di sangue, ma rappresenta un indizio importante che potrebbe indicare l’accaduto all’interno della vettura, prima della fuga di Viviana nel bosco. gli investigatori ipotizzano quindi che, il forte urto contro il parabrezza, abbia causato la morte del piccolo e la madre per disperazione e rimorso si sia poi suicidata. Pertanto all’interno dell’auto, ferma in un garage del soccorso stradale a Brolo, sono state condotte scrupolose ricerche tramite Luminol al fine di individuare tracce di sangue.

Caso Parisi, indagini sul parabrezza

Caso Parisi, Gioele, parabrezza
Caso Parisi, Gioele, parabrezza (foto dal web)

In seguito la scientifica è passata ad esaminare il parabrezza. Nella giornata di lunedì prossimo, verranno condotte ricerche sia sull’auto che sul camion coinvolto nell’incidente in galleria. Lo scopo è quello di appurare se è stata realmente Viviana a causare lo scontro, oppure il conducente del camion. Gli investigatori torneranno poi anche in autostrada, per verificare l’entità dell’impatto. Nel frattempo la famiglia Mondello ha incaricato un esperto in materia di incidenti come consulente, Carmelo Costa. Ad un mese di distanza, gli esami sui resti di Gioele non riescono a far luce sulle cause della morte del piccolo. Le domande che ancora non hanno ricevuto una risposta chiara rimango vive più che mai. Gioele è morto ha causa delle lesioni alla testa oppure è stata la madre in preda ad un raptus durante un disturbo psichico?

Daniele Mondello, marito e padre delle vittime, continua ad affermare che la moglie non avrebbe mai fatto del male al loro figlio lo amava troppo. Nel frattempo la famiglia delle vittime chiede aiuto a “Chi l’ha Visto” per l’impegno e l’aiuto nel cercare la verità su quello che è successo a Viviana e Gioele. Daniele afferma: “Non riesco a sostenere un’intervista, mi scuso. Ma voglio sottolineare che le ricerche sono state inefficaci. L’uomo che ha trovato mio figlio lo ha fatto con un falcetto”. “Siamo andati a cercarli la prima notte, ma ci hanno fermati” racconta la sorella di Daniele. “Quella notte non c’era nessuno, magari si poteva sentire Gioele piangere. Li avremmo potuti salvare” continua. “Non hanno fatto il loro lavoro. Iniziavano alle 8.39 a cercare Viviana e Gioele finendo alle 10.00. L’uomo che ha ritrovato mio nipote, ha detto di aver percepito un cattivo odore. Questo significa che in quell’area non ci erano arrivati neanche con i cani quindi” conclude. “Mi è stato impedito di cercarli, li avrei potuti trovare. Mia moglie non ha toccato Gioele, non l’avrebbe mai fatto” racconta Daniele.

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