Berlusconi ricoverato per Covid, le dichiarazioni del primario Alberto Zangrillo

zangrillo berlusconi covid (foto dal web)

Parla il Professor Alberto Zangrillo, medico di Silvio Berlusconi, a proposito delle condizioni di salute del leader di Forza Italia. La situazione apparirebbe tranquilla ed è confermata l’intenzione precauzionale del ricovero

L’ex premier Silvio Berlusconi si trova ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano in quanto positivo al Covid-19. Si sapeva che la TAC aveva riscontrato un principio di polmonite bilaterale (caratteristica del Coronavirus), insieme all’emergere di sintomi influenzali, ed erano anche giunte notizie di un peggioramento. Delle sue condizioni di salute ha dunque  informato il Prof. Alberto Zangrillo, primario del reparto di terapia intensiva del San Raffaele, in una conferenza stampa indetta per l’occasione.

Il primario ha  tranquillizzato circa la salute di Berlusconi, ribadendo la volontà precauzionale: ““Il ricovero di Silvio Berlusconi è stato necessario perché considerato paziente a rischio per età e per le patologie pregresse che sono a tutti noi note. Ma la situazione è tranquilla e confortante. Non è intubato e respira spontaneamente.” Il paziente non è in terapia intensiva ma in un regime di ricovero normale, nella stessa mini-suite della struttura in cui passò la convalescenza dopo l’operazione al cuore nel 2016.

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Zangrillo: “L’umore di Silvio Berlusconi non è dei migliori”

zangrllo berlusconi covid (foto dal web)
Il primario Alberto Zangrillo (foto dal web)

Il coinvolgimento polmonare riscontrato nelle ore precedenti è adesso stato ridimensionato come “blando” dal medico, che ha decisamente espresso ottimismo circa lo sviluppo dei prossimi giorni: “Tutte le narrazione relative ai supporti di ossigenoterapia sarebbero anche plausibili, ma oggi appartengono alla fantasia di qualcuno. Non ci sarebbe nulla di male a farlo. L’umore di Silvio Berlusconi non è dei migliori. E anche il mio“.

Insomma, la grande cautela è dovuta più che altro all’età del ex premier, che tra qualche giorno compirà 84 anni, oltre alla consapevolezza del suo quadro clinico precedente: “Mi sono imposto nell’istituire un regime che comporti il riposo assoluto, che probabilmente è la terapia di cui lui più necessita. Non è stato assolutamente facile convincerlo, ho dovuto insistere per ricoverarlo, soprattutto stanotte”.

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